Versailles, 1919. Al tavolo dei negoziati della pace, i delegati italiani lavorano alacremente per rivendicare i territori che spettano all’Italia. Ma non solo. È l’occasione per dimostrare di essere una grande potenza e uno degli scacchieri su cui giocare è la conflittuale Europa orientale, smembrata e in attesa di nuova definizione dopo il crollo simultaneo dei grandi imperi. Nel primo dopoguerra, l’interesse dei paesi vincitori per l’area danubiano-balcanica rispondeva, infatti, a molteplici fattori, di ordine politico, geostrategico, economico e culturale e l’Italia, nel provare a porsi come mediatrice e interlocutrice privilegiata, dovette confrontarsi con la propria debolezza strutturale ma soprattutto con la concorrenza di un attore più forte e influente: la Francia. Partendo dai trattati di pace e proseguendo con numerosi incontri e conferenze negli anni successivi, in questo libro vengono tracciate le linee di politica estera che l’Italia seguì negli ultimi anni di governo liberale, mostrando le continuità con i primi passi della politica fascista.
EAN
9788800865654
Data pubblicazione
2025 09 08
Lingua
ita
Pagine
372
Tipologia
Libro in brossura
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Oltre l’Adriatico, verso il Danubio. L’Italia liberale e l’Europa centro-orientale nel primo dopoguerra (1919-1922)—