Protagonista di racconti popolari, testi canonici e documenti d'archivio, la figura della strega costituisce una presenza costante della cultura occidentale. Storici ed antropologi ne hanno esaminato prerogative e occasioni, fra sabba, voli notturni e metamorfosi animalesche, ricostruendo credenze che hanno attraversato la tradizione europea medioevale e moderna. Le streghe, tuttavia, esistevano già. E dietro le maliarde di quei secoli si staglia il profilo dell'impressionante antenata che, in alcune lingue romanze, ha passato loro il proprio nome. Si tratta della strix, creatura soprannaturale dell'immaginario romano a metà fra l'uccello rapace avido del sangue dei neonati e la donna malefica capace di assumerne nottetempo la forma. Ma cosa è, davvero, la strix antica, e quali sono i significati culturali trasmessi attraverso questa figura? In che modo i Romani hanno messo a punto la propria idea di strega, passandola in parte alla tradizione successiva? Se ne occupa questo libro, costruito sulla doppia via dell'analisi filologica e della ricerca antropologica. Procedendo attraverso una serie di testimonianze che va dalle fonti antiche al folklore moderno, il saggio indaga l'immagine romana della strega soffermandosi sull'analisi di singoli aspetti della sua identità: dalla vorace passione per i piccoli alla capacità di invertire l'ordine delle cose, dalle attitudini ingannatrici alla capacità temibile di "sapere di più".
EAN
9788802081939
Data pubblicazione
2010 04 01
Lingua
ita
Pagine
242
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
150
Larghezza (mm)
230
Spessore (mm)
18
Peso (gr)
416
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