Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Da tempo, all'interno del dibattito sul ruolo svolto dalla Svizzera nella seconda guerra mondiale, si discute la politica d'asilo ai profughi, in particolare ebrei. Questo libro ricostruisce le vicende di 5600 ebrei italiani, europei e apolidi fuggiti dal nostro paese e accolti in Svizzera negli anni 1939-45, e dei molti che vennero respinti alla frontiera. I motivi della fuga, gli itinerari, la paura, la solidarietà, la sistemazione nella nuova "patria", i rimpatri: tutto viene narrato attraverso svariate testimonianze (racconti orali, lettere, diari, archivi elvetici), in una scansione commovente e drammatica.
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