Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Due lauree, scrittore raffinato, Alessandro Pavolini fu l'anima intellettuale del fascismo. Ma, senza dubbio, rappresentò anche la sua anima più cupamente violenta: squadrista a diciassette anni, mitragliatore nella guerra in Etiopia, sanguinario capo del partito fascista repubblicano durante l'avventura di Salò, vero responsabile della guerra civile in Italia. Arrigo Petacco intende svelare in queste pagine la doppia personalità dell'uomo che incarnò il fascismo più estremo, il "più odiato d'Italia insieme a Musolini", temuto dal duce stesso per il suo fanatismo e per il suo disprezzo per i compromessi.
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