Una storia da seguire con facilità
Leavitt ridà vita alla società culturale newyorkese degli anni Ottanta, alle sue mode letterarie (sono gli anni del minimalismo e dell'ondata di scrittori della nuova "generazione perduta") e ai suoi costumi sessuali, raccontandoci, attraverso l'alter ego Martin Bauman, le difficoltà e le fortune dei suoi inizi, i travagli della sua vita affettiva e la complessità delle sue relazioni intellettuali, l'incontro fatidico con il "mitico" editor Stanley Flint, un uomo che con una sola parola può far decollare una carriera.
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