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Dall'esilio, Luigi Sturzo non è mai completamente tornato. Rientrò, fisicamente, in Italia il 6 settembre 1946, ma i suoi scritti, il suo pensiero, il patrimonio culturale e politico che aveva costruito nei quasi ventidue anni di esilio non rientrarono con lui, non ebbero in Italia né cittadinanza né circolazione. Non per divieti, ma per noncuranza, per inconsapevolezza e talvolta anche per colposi silenzi. Così Gabriella Fanello Marcucci descrive l'oblio che fino a oggi ha accompagnato una delle figure politiche più lucide del panorama intellettuale, non solo italiano, della prima metà del Novecento.
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