Quando nel maggio 1978 la legge 180, nota come "legge Basaglia", sancì la chiusura degli ospedali psichiatrici, Mario Tobino era direttore del manicomio di Lucca e in questo romanzo trasfuse, in un linguaggio esemplare, terso ed elegante nella sua fluidità, le proprie sensazioni: l'amarezza nel vedere il proprio lavoro quarantennale messo da parte; l'amore per una splendida figura di donna, Giovanna, e l'affetto per i suoi malati; la sua missione di medico esercitata con umiltà e dedizione; l'ammirazione e la gratitudine per l'oscuro, fondamentale lavoro degli infermieri. E soprattutto lo sgomento di fronte al mistero della mente umana e della follia che le nuove schiere di psicologi devoti alla moda e al potere tentavano di curare semplicemente negandola. Il testo è presentato da una introduzione di Michele Zappella, nipote dello scrittore, neuropsichiatra infantile, ed è seguito dalle pagine inedite tratte dagli ultimi quaderni di quel diario - tenuto da Tobino dal 1945 al 1980 - depositario di fulminanti riflessioni sulla psichiatria e sulla letteratura, di prove di scrittura, di violente accuse professionali ma anche di intensi ritratti di malati e di visionarie utopie.
EAN
9788804588160
Data pubblicazione
2009 04 14
Lingua
ita
Pagine
259
Tipologia
Libro in brossura
Tascabile
Tascabile
Altezza (mm)
185
Larghezza (mm)
110
Spessore (mm)
18
Peso (gr)
255
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