'Ultra cafonal' potrebbe avere una sua ragione di riscatto e redenzione, e chissà che Dagospia, quale nuovo Torquemada non l'abbia proprio progettato per quello, per generosa voglia di riportare pecorelle e pecoroni, porcelle e porcelloni, sulla retta via, fosse anche solo quella della dignità estetica. Ma in questo ha già fallito due anni fa il suo predecessore 'Cafonal': infatti i suoi protagonisti sono passati a ultra cafonal contentissimi di essere ancora vip in quanto fotografati da Pizzi nei momenti della loro massima dissoluzione. Nessuno di loro si è vergognato, si è ripromesso di non portare più miniabiti se ottantenne, di non addormentarsi in Parlamento se deputato, di sparare al chirurgo che le ha messo un paraurti al posto della bocca, di non ficcarsi le tartine in gola, di non aprire la giacca su pance smodate. Addirittura: di starsene per sempre a casa propria, tenendo Pizzi e qualsiasi altro fotografo a distanza. (...) E impressionante come una società dell'abbondanza conosca come sola ragione di incontrarsi il cibo, momento magico di ogni festa ricevimento incontro. Si mangia sempre, e a furia di mangiare, oltre a perdere ogni connotato umano, si finisce per non fare altro, con disperata follia. I tempi in cui ci si trovava per discutere di cinema, libri, politica, sono lontani: al massimo qui si raccontano lise barzellette e per il resto, cibo! Dove saranno finite la voglia di bellezza e la bellezza stessa? (dalla prefazione di Natalia Aspesi)
EAN
9788804601869
Data pubblicazione
2010 11 16
Lingua
ita
Pagine
575
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
275
Larghezza (mm)
240
Spessore (mm)
37
Peso (gr)
2684
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