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I Vecchi e i Giovani è il romanzo «vasto e complesso» in cui l’autore più credeva e che lo ha accompagnato dal 1893-96 (quando cominciò a idearlo) al 1931 (quando ne curò l’ultima edizione). Romanzo della delusione storica per il Risorgimento tradito, sommerso dagli scandali bancari e dalla corruzione politica, contiene anche la più acre denunzia meridionalistica. Il testo viene qui restituito alla sua veste primaria, quella pubblicata in volume nel 1913, che rappresenta la conclusione unitaria – in immediata diacronia – del lungo e tormentato processo elaborativo.
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