S'innamorano di una sagoma di cartone o di un pretoriano in miniatura, odiano i bambini pur portandoseli in grembo, lasciano una donna ma ne restano imprigionati, vomitano amore e rabbia, si tagliano, tradiscono, si ammalano. Sono alcuni dei personaggi di questo strabiliante libro di Michela Murgia, un romanzo fatto di storie che si incastrano e in cui i protagonisti stanno attraversando un cambiamento radicale che costringe ciascuno di loro a forme inedite di sopravvivenza emotiva. "Una sera ti metti a tavola e la vita che conoscevi è finita." A volte a stravolgerla è un lutto, una ferita, un licenziamento, una malattia, la perdita di una certezza o di un amore, ma è sempre un mutamento d'orizzonte delle tue speranze che non lascia scampo. Attraversare quella linea di crisi mostra che spesso la migliore risposta a un disastro che non controlli è un disastro che controlli, perché sei stato tu a generarlo. In stato di grazia, come la grande narratrice di "Accabadora", Murgia scrive per tutti noi un libro estremamente originale che rimanda a una costellazione di altri grandi libri: "Il crollo" di Fitzgerald, "Lo Zen e il tiro con l'arco" di Herrigel e "L'anno del pensiero magico" di Didion.
EAN
9788804789062
Data pubblicazione
2024 10 22
Lingua
ita
Pagine
144
Tipologia
Libro in brossura
Tascabile
Tascabile
Altezza (mm)
213
Larghezza (mm)
139
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
225
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