Una storia da seguire con facilità
Che cos'è il Talmud per il popolo ebraico se non il tentativo di trasportare, di portare con sé, l'essenza del proprio mondo distrutto, di dare coerenza ad una realtà di devastazione? E che cos'è la Rete, questa connessione pervasiva, globale eppure portatile, che non a caso si realizza in un mondo dove prevalgono il frammento e la distruzione di un senso generale delle cose? In un contrappunto di citazioni talmudiche e tecnologiche, di Giuseppe Flavio e Milton, di Adams e Proust, si dipana, sul filo della memoria personale, una meditazione sul senso stesso di ciò che oggi si può ancora chiamare cultura.
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