Solo alla fine del XIV secolo l'osservazione della natura e lo studio del mondo esterno nelle sue manifestazioni particolari si sono imposti all'interno della produzione artistica dei pittori italiani. Otto Pàcht studia la comparsa del paesaggio nella pittura concentrandosi sui suoi diversi gradi di importanza (ornamento marginale o elemento principale) e sulle sue qualità formali. Sembra infatti che i lavori ispirati alla natura non avessero in origine una funzione estetica, ma pratica. Pàcht indaga le influenze della scienza empirica, dei manuali di zoologia e delle illustrazioni negli erbari; e si concentra soprattutto sul momento in cui le piante prendono possesso non solo dello spazio vergine sotto il testo, ma invadono anche i margini, come piante rampicanti all'assalto di una parete nuda: quando inizia quel gioco con l'illusione pittorica in cui lo spazio dipinto e lo spazio reale, l'arte e la vita vengono costantemente e deliberatamente fusi.
EAN
9788806206499
Data pubblicazione
2011 04 19
Lingua
ita
Pagine
107
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
208
Larghezza (mm)
135
Spessore (mm)
11
Peso (gr)
359
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