Dopo l'importante punto di arrivo raggiunto col poemetto "II mondo sia lodato", la nuova raccolta di Franco Marcoaldi prosegue nel percorso interiore dell'autore tra ricerca sapienziale e piccoli gesti salvifici, mentre il mondo esterno sembra sempre più dominato dalla brutalità. Il libro si apre con una scena di "perdita di tempo" : l'imbucarsi in un cinema semivuoto per vedere un vecchio film, «due ore / rubate al lavoro, una sposa tradita». Il tema del perdere tempo, ripreso in altre poesie («Perdo il mio tempo guardando / il gatto che fissa l'infinito / come nessuno di noi saprebbe fare?»), è uno dei fili conduttori della raccolta: perdere tempo per trovare se stessi, lasciar cadere le maschere, far tacere i tamburi del narcisismo quotidiano, conquistare uno spazio di silenzio. Questo tipo di esercizi zen richiede prima di tutto professione di umiltà. Ai potenti, agli arroganti, ai troppo sicuri è preclusa qualsiasi via che porti a un momento di autenticità. Umiltà e arroganza però possono presentarsi fuse insieme, e dunque: «Come tenere a bada quella metà / avariata di me stesso che reclama / di continuo voce e combina / di continuo danni?» Quest'ultimo di Marcoaldi è un libro di "esercizi spirituali" per laici, un breviario per attraversare i dissidi interiori alla ricerca di una più umana armonia con la natura.
EAN
9788806235536
Data pubblicazione
2017 05 09
Lingua
ita
Pagine
95
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
180
Larghezza (mm)
100
Peso (gr)
95
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