L'estate che imparammo a sparare. Storia partigiana della Costituzione
Alla svolta dell’8 settembre, gli italiani vedono abbandonata in strada una divisa che è unica, anche se ha gli stessi colori e la stessa foggia di quella dei militari che se ne disfano per tornare a casa nel caos della mancanza di ordini. È una divisa che ripete e incorpora tutte le divise dell’esercito italiano e che conferisce loro il senso e la forza della sovranità statale. È la divisa del ‘re-soldato’, che viene simbolicamente gettata sulla via Tiburtina dal finestrino della Fiat 2800 in precipitosa fuga verso l’Adriatico. Simbolicamente perché il re continua a indossarla anche a Brindisi, ma a quel punto, malgrado l’identità di fattura, non è più la stessa divisa: la divisa del re che fugge ha preso per sempre il posto di quella del re che combatte.” La Resistenza, sin dai suoi inizi, è anche una guerra per la sovranità. Una guerra combattuta singolarmente da ciascun partigiano per evitare che il vuoto di potere lasciato dall’8 settembre sia occupato dalla Germania nazista. Se si guarda all’eredità della Resistenza nella Costituzione solo attraverso le lenti dei grandi partiti, il rischio è quello di dimenticare l’esperienza costituente delle bande partigiane come costellazioni di singoli sovrani. Perché la Costituzione repubblicana è il risultato di singoli processi storici e giuridici che investono un arco di tempo più vasto di quello dell’Assemblea costituente e gli ordinamenti creati nel territorio dalle bande partigiane, le zone libere e le repubbliche sono tutte esperienze dirette a creare un nuovo ordine costituzionale. Con l’aiuto di un archivio di memorie e testimonianze, Giuseppe Filippetta racconta le scelte e le avventure di chi, dopo l’8 settembre 1943, intraprende, per dirla con Calvino, la “rifondazione di sé che si attua a partire da uno stato primitivo, fuori dalla società” e costruisce con coraggio, sofferenza e magari anche un po’ di ingenuità le fondamenta di uno stato non più fascista. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/807/111/9788807111501p.jpg 20181108105745 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/807/111/9788807111501g.jpg 20181108105745 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/807/111/9788807111501.500.jpg 20181108105744 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/807/111/9788807111501.1000.jpg 20181108105742 5730300 9788807111518 Informazioni Editoriali 00 BC 222 142 15 240 173 Mittelmeier, Martin Cuniberto, Flavio Adorno a Napoli. Un capitolo sconosciuto della filosofia europea Adorno a Napoli. Un capitolo sconosciuto della filosofia europea ita 20190627 20200106 Feltrinelli 04 19.00 ASSOLTA 49539 Storie QDHR Adorno, Theodor Theodor W. Adorno nel 1925 è un giovane studente di Composizione a Vienna. Con Siegfried Kracauer, redattore della “Frankfurter Zeitung”, parte per un viaggio a Capri, Positano e Napoli, che negli anni venti sono popolate da una variegata compagnia di artisti eccentrici, intellettuali egocentrici, utopisti e rivoluzionari. A Napoli i due amici incontrano Walter Benjamin, che è alle prese con la lunga stesura del Dramma barocco tedesco e a Capri ha conosciuto la sua amante Asja Lacis, e Alfred Sohn-Rethel, giovane rampollo destinato a diventare un industriale che abbandona il proprio destino per dedicarsi all’ambizioso progetto di rifondare il Capitale di Marx su solide, indistruttibili basi scientifiche. Forse il carattere dionisiaco e levantino di Napoli, il suo culto dei morti e la sua esuberante vitalità potrebbero tradursi in una nuova forma di filosofia? Una filosofia in grado di esprimere la modernità esplosiva degli anni venti, schiudendo la prospettiva di una vita migliore proprio nel cuore di quell’epoca così eccitante e rischiosa? Martin Mittelmeier ci guida nella scoperta di un paesaggio che si trasforma in un poderoso progetto filosofico e riconduce al suo insospettabile luogo originario la filosofia ermetica, potente e rigorosa di Adorno.
EAN
9788807111501
Data pubblicazione
2018 11 22
Lingua
ita
Pagine
300
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
126
Larghezza (mm)
210
Spessore (mm)
27
Peso (gr)
360
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