Il successo di Daniel Pennac è un dato considerato ormai ovvio, ma c’è stato un tempo – parliamo del 1991 – in cui il suo nome era pressoché sconosciuto in Italia. Se oggi leggiamo della spericolata tribù di Benjamin Malaussène, il merito è di un’amicizia transnazionale fra Pennac e Stefano Benni, il quale consigliò a Feltrinelli la pubblicazione de "Il paradiso degli orchi". Questa dritta ci ha permesso di seguire da vicino lo sviluppo di una delle voci più singolari della narrativa europea degli ultimi trent’anni. Da sempre sospeso tra le avventure ambientate nel quartiere di Belleville di Parigi e una dedizione appassionata al mondo della scuola, Pennac condensa la sua esperienza di professore nel romanzo autobiografico "Diario di scuola". Alternando i ricordi del suo passato da allievo “riluttante” alle riflessioni che i suoi studenti gli suggeriscono, ci consegna una lettera d’amore per l’insegnamento e ci chiede di interrogarci sulla situazione delle scuole nel mondo. Tra episodi buffi, ricordi toccanti e affondi teorici, Pennac riscrive una sua pedagogia, mettendo al centro la volontà di ascoltarsi e una certa propensione all’amore. Solo così, suggerisce, è possibile tirare fuori il desiderio di sapere dei ragazzi; desiderio che, al contrario di quanto vogliano farci credere i professoroni e i giornalisti, è più vivo che mai. Serve giusto che qualcuno se ne prenda cura.
EAN
9788807899737
Data pubblicazione
2025 02 11
Lingua
ita
Pagine
256
Tipologia
Libro in brossura
Tascabile
Tascabile
Altezza (mm)
199
Larghezza (mm)
130
Spessore (mm)
18
Peso (gr)
190
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