La riforma del diritto societario varata nel gennaio 2003 (d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, modificato dal d.lgs. 6 febbraio 2004, n. 37 e dal d.lgs. 28 dicembre 2004, n. 310) e la modifica alla legge fallimentare (d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 e d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169) sono tra le più vaste ed organiche che il diritto civile abbia ricevuto negli ultimi sessant'anni. Il diritto regolatore delle società di capitali e cooperative ne è risultato profondamente trasformato, rinnovato dalle fondamenta. Chi si attendeva, come i più si attendevano, una semplice razionalizzazione del diritto vigente è rimasto sorpreso; e le tante critiche che, nel corso dei suoi lavori, sono pervenute alla commissione, man mano che frammenti della riforma trapelavano all'esterno, denotavano quale frattura la riforma stava apportando sui radicati schemi mentali, sullo stesso senso comune degli operatori del diritto societario. È così accaduto, con una sorta di ritorno all'antico dogmatismo, che i concetti costruiti sul diritto anteriore o, ancor più, ereditati da antica tradizione siano stati elevati a metro di valutazione della riforma, giudicata errata là dove appariva discostarsi da quei concetti. La verità è che il diritto non conosce dogmi: i concetti giuridici si costruiscono a partire dalle norme (non le norme a partire dai concetti), nella consapevolezza del disegno di politica legislativa dal quale traggono origine.
EAN
9788808188199
Data pubblicazione
2012 01 01
Lingua
ita
Pagine
576
Edizione
18
Tipologia
Libro in brossura
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