Questo volume persegue l'obiettivo specifico di fare il punto sullo "stato di salute" del nuovo diritto penale tributario - introdotto con il d.lgs. 74/2000 - a oltre dieci anni dalla sua entrata in vigore. Un lasso di tempo che è apparso sufficientemente ampio per poter verificare, nella concretezza della esperienza giuridica, la fecondità delle scelte politico-criminali del 2000. E ciò, nonostante la temporanea paralisi applicativa dovuta ai noti provvedimenti di clemenza (i c.d. condoni fiscali) che i governi Berlusconi hanno messo in cantiere per finalità meramente congiunturali, relative al fabbisogno finanziario dello Stato. La scelta di far ricorso - fin dove possibile - al modello del reato di danno è indubbiamente servita a rendere meno farraginoso e più comprensibile ai contribuenti il disvalore sotteso alle varie incriminazioni. E da parte sua la ricerca di un effettivo e consapevole atteggiamento psicologico rende più maneggevole il sistema dal punto di vista del principio di colpevolezza. Si deve tuttavia rilevare che anche il "nuovo" diritto penale tributario non risulta completamente conforme ai principi generali del diritto penale comune. Il particolarismo fiscale ha lasciato ancora le sue tracce che, tuttavia, non sono significative e tali comunque da incidere sul volto complessivo del sistema medesimo.
EAN
9788808263629
Data pubblicazione
2013 02 01
Lingua
ita
Pagine
424
Edizione
2
Tipologia
Libro
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