Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
In "Viaggio d’inverno" Attilio Bertolucci si fa cantore della propria città, Parma, della sua pianura e delle sue montagne: qui, come in un luogo privilegiato, l’esistenza in ogni sua forma è nobilitata, e memoria e presente s’incontrano fondendosi in nitidissime immagini. Con abilità quasi pittorica – frutto forse dell’insegnamento di Roberto Longhi, durante gli anni dell’università a Bologna – Bertolucci dipinge con vivida esattezza «l’ora lucente dopo il pasto il sole il vino», le «corolle vermiglie» delle rose, «l’erba cresciuta» e la «fina sabbia» delle «chiare rive». Prefazione di Giovanni Raboni.
In "Viaggio d’inverno" Attilio Bertolucci si fa cantore della propria città, Parma, della sua pianura e delle sue montagne: qui, come in un luogo privilegiato, l’esistenza in ogni sua forma è nobilitata, e memoria e presente s’incontrano fondendosi in nitidissime immagini. Con abilità quasi pittorica – frutto forse dell’insegnamento di Roberto Longhi, durante gli anni dell’università a Bologna – Bertolucci dipinge con vivida esattezza «l’ora lucente dopo il pasto il sole il vino», le «corolle vermiglie» delle rose, «l’erba cresciuta» e la «fina sabbia» delle «chiare rive». Prefazione di Giovanni Raboni.
, con un tono illustrato.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.