L’urgenza di preservare “continuità” e “qualità” della funzione giurisdizionale imposta dalla crisi pandemica potrebbe indurre a ritenere che proprio lì si debba collocare l’anno zero della gestione delle attività processuali tramite il ricorso alle “tecnologie dell’informazione e della comunicazione” (ICT). Muovendo dallo studio del contesto europeo in generale, e di due ordinamenti stranieri in particolare, il volume dimostra come il tentativo di “tematizzare” l’informatizzazione della multiforme dimensione processuale penale vanti, invece, genesi ben più risalenti. Ed è alla luce delle “evidenze” affiorate dalla ricerca sugli assetti sovranazionali e, soprattutto, dei canoni di garanzia europei e costituzionali che, sul fronte interno, prima si analizzano le soluzioni tecniche, legislative e giurisprudenziali approntate in un lasso di tempo lungo più di venti anni e poi ci si misura con l’orizzonte – così come tratteggiato anche dalla recente legge-delega di riforma – di un rito (auspicabilmente) capace di rigenerare se stesso attraverso un’ibridazione tecnologica “sostenibile” dal punto di vista valoriale.
EAN
9788813376420
Data pubblicazione
2022 09 08
Lingua
ita
Pagine
444
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
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Forme e garanzie nel prisma dell’innovazione tecnologica—