L'ordinamento conosce molte ipotesi di gestioni patrimoniali coattive affidate ad un ausiliario dell'autorità giudiziaria, definito nei modi più vari: custode, commissario, amministratore, curatore e via dicendo. Le gestioni sono caratterizzate dalla finalità di impedire che il patrimonio interessato dal procedimento subisca un depauperamento per il tempo necessario al suo svolgimento e di evitare che vengano frustrate le ragioni di chi vanta diritti sul patrimonio. Il volume opera una ricostruzione unitaria delle gestioni coattive riconducendole sotto la denominazione di custodia giudiziale ed evidenziandone i tratti comuni a tutte le ipotesi, siano esse inerenti a procedimenti penali, civili o fallimentari. La premessa è che la custodia giudiziale assuma una sua soggettività, sia pure limitata dalla finalità per cui essa sorge. Da ciò discende una responsabilità autonoma della gestione per le obbligazioni assunte dall'organo che la rappresenta - il custode giudiziario - e per gli atti illeciti, nonché il riconoscimento di poteri sostanziali e processuali, la cui estensione varia in funzione della natura del patrimonio custodito e del procedimento interessato. Sono esaminati i fatti genetici ed estintivi della custodia e descritti gli obblighi strumentali del custode, come quello di rendiconto, la personale responsabilità e il diritto al compenso. Infine si tratta la tutela penalistica della custodia giudiziale, di fronte a illeciti sia del custode che di terzi.
EAN
9788814184499
Data pubblicazione
2013 12 01
Lingua
ita
Pagine
704
Tipologia
Libro rilegato
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