C'è un territorio misteriosamente comune che avvicina la critica d'arte allo studio della letteratura, una regione di confine che è da sempre al centro delle riflessioni di Ezio Raimondi. Come testimoniano gli scritti qui raccolti, il dialogo fra questi due universi è radicato nel profondo della storia intellettuale del grande italianista bolognese, fin da quando, studente universitario appena ventenne, ebbe l'incontro folgorante con un maestro della storia dell'arte come Roberto Longhi. E il dialogo continua poi con gli eredi bolognesi del magistero longhiano, a cominciare da Francesco Arcangeli e dalla sua intelligenza appassionata della modernità. Mai a proprio agio fra le formule interpretative correnti, di Longhi e della sua scuola Raimondi propone una lettura in più sensi sorprendente, che avvalora in primo luogo la passione conoscitiva di un'indagine delle forme come segni dell'umano, sempre animata da un rapporto diretto e vivo con le inquietudini del presente. In questa luce, alla fine, anche per il critico letterario l'esperienza delle figure e dei colori conduce veramente, come voleva lo stesso Longhi, a "far ribattere il proprio polso" al ritmo molteplice di quello dei secoli e delle culture.
EAN
9788815138804
Data pubblicazione
2010 09 23
Lingua
ita
Pagine
126
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
137
Larghezza (mm)
215
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
153
Come si presenta questo libro
Una lettura che punta su suspense e curiosità
Qui il punto forte è l’innesco narrativo: indagini, zone d’ombra, domande aperte e una progressione che invita a proseguire.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto mistero, investigativo e suspense.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per studenti e chi ama i misteri, con un tono illustrato e coinvolgente.
Ideale per
Ideale per chi cerca tensione narrativa
Funziona bene per lettori che cercano suspense, curiosità e una progressione narrativa abbastanza tesa da reggere il ritmo della lettura.
Product Information
Shipping & Returns
Edizione
Acquisto
From €13.00
Ombre e figure. Longhi, Arcangeli e la critica d'arte—