Il tasso di mobilità sociale in Italia è tra i più bassi del mondo occidentale. Molte sono le cause di questo stato di cose, e altrettanto variegate le analisi condotte nei diversi ambiti scientifici. A rafforzare il senso di disagio di fronte a questo dato è la constatazione che la nostra Costituzione reca, tra i principi fondamentali, quello di eguaglianza sostanziale, che impone alle istituzioni di intervenire per ridimensionare il divario tra ceti sociali, promuovendo il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione alla vita comunitaria. L'eguaglianza sostanziale è stata interpretata, pressoché universalmente, come eguaglianza nei punti di partenza. È questa la lettura che meglio di altre è in grado di cogliere le straordinarie potenzialità del testo costituzionale? Questo volume intende dimostrare come sia possibile proiettarsi oltre tale interpretazione e, senza accedere all'idea per molti versi insostenibile di eguaglianza di risultato, come sia possibile enucleare, dalla lettura combinata di alcuni tra i principi fondamentali dell'ordinamento italiano, il valore costituzionale della promozione sociale.
EAN
9788815246172
Data pubblicazione
2013 07 04
Lingua
ita
Pagine
455
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
212
Larghezza (mm)
132
Spessore (mm)
27
Peso (gr)
450
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