Come comprendere la povertà entrando in dialogo con le famiglie povere? Come cercare soluzioni che non siano soltanto "emergenziali"? In questo volume si parla di genitori e bambini poveri che esprimono potenziale positivo e generativo mentre ricevono aiuto. Il loro esempio dimostra che la lotta alla povertà è possibile non solo domandandosi "che cosa serve" e "a chi serve", ma "cosa aiuta" e "come". Non è un problema di quantità di risorse ma di combinazione di capacità, professionali e non professionali, per meglio finalizzare gli aiuti a disposizione. Il prestazionismo mortifica i talenti, non li valorizza e può umiliare le persone che quotidianamente lottano contro la povertà. Mentre la dignità di ogni persona, anche se povera, è valore umano fondamentale da riconoscere e valorizzare. Aver bisogno non significa essere più deboli e meno capaci: significa essere chiamati ad affrontare situazioni molto difficili, al limite della sopravvivenza, e poterne uscire. È il messaggio del titolo "Io non mi arrendo", che va inteso come un segnale di libertà e di speranza da parte di chi, pur vivendo in povertà, sa di poter offrire alla comunità qualcosa di importante.
EAN
9788815260338
Data pubblicazione
2016 01 14
Lingua
ita
Pagine
169
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
245
Larghezza (mm)
169
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
280
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Io non mi arrendo. Bambini e famiglie in lotta contro la povertà—