Paese non produttore, l'Italia rimase al riparo dalla diffusione della droga fino alla Grande Guerra, quando la cocaina si infiltrò nei locali alla moda delle grandi città. Ciò non le impedì tuttavia di partecipare al processo diplomatico che pose le basi del controllo internazionale sul traffico degli stupefacenti, non solo per accrescere il proprio prestigio internazionale, ma anche per la posizione geografica, che la esponeva al transito tra le zone di produzione e i mercati europei e nordamericani, traffico al quale già allora partecipava attivamente la malavita italoamericana. Iniziò così una scalata di provvedimenti repressivi che continuò nel secondo dopoguerra, non riuscendo tuttavia a impedire che il traffico di stupefacenti raggiungesse livelli di efficienza sempre maggiori. Attingendo a fonti d'archivio politico diplomatiche e alla letteratura sanitaria, il libro ricostruisce per la prima volta le vicende della droga in Italia tra la fine dell'Ottocento - quando era già ben radicato l'uso voluttuario di oppio, morfina e cocaina al di là delle Alpi - e il 1970, quando esplose la grande epidemia di abuso di eroina.
EAN
9788815271150
Data pubblicazione
2017 05 18
Lingua
ita
Pagine
360
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
215
Larghezza (mm)
138
Spessore (mm)
21
Peso (gr)
385
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La minaccia stupefacente. Storia politica della droga in Italia—