Il libro ricostruisce le vicende relative alla realizzazione della rete viaria nella Sicilia borbonica, privilegiando la dimensione del rapporto tra infrastrutture ed economie. Da questo particolare punto di osservazione, le nuove vie di comunicazione, più che ridefinirle, assecondano e, in alcuni casi, contribuiscono a consolidare le gerarchie e le disomogeneità territoriali che si vanno configurando in un primo Ottocento caratterizzato da due importanti processi economici: l'incremento delle aree agricole a produzione intensiva e il boom dell'estrazione dello zolfo, entrambi fortemente trainati dalla domanda internazionale. L'eversione giuridica della feudalità, con la conseguente dinamizzazione del mercato fondiario, e la razionalizzazione amministrativa sono importanti elementi del quadro istituzionale all'interno del quale si elabora una politica dei lavori pubblici che si gioca tra periferia e centro, o per meglio dire «centri». La tensione fra Napoli e Palermo e l'istanza dell'autogoverno isolano sono nodi ineludibili della vicenda delle strade in Sicilia.
EAN
9788815382368
Data pubblicazione
2023 01 10
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
120
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
234
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L'isola che non c'era. Rete viaria e trasformazioni economiche nella Sicilia preunitaria—