L'amministrazione pubblica italiana non piace ai cittadini, che la giudicano inefficace; non piace alla politica, che la sottopone a ininterrotti tentativi di riforma; non piace all'Europa, che la ritiene inadeguata alla ripresa. È dunque il momento di rileggerla e, in parte, ripensarla, a partire da un approccio radicalmente innovativo, anche dal punto di vista culturale, per non ricadere nei continui tentativi di riforma e aggiustamento senza esito. In questa prospettiva vale la pena di attingere al pensiero femminista, che ha affrontato molti temi chiave per il diritto e le sue istituzioni, come quelli di giustizia, uguaglianza, equità e cura: strumenti critici che non sono stati sinora impiegati per provare a rileggere l'amministrazione nella prospettiva di un suo rinnovamento. Questo volume si propone come uno studio sperimentale, dove la critica femminista all'impostazione patriarcale di giustizia e uguaglianza illumina in profondità i fallimenti della pubblica amministrazione. Ed è sempre il pensiero femminista sulla funzione della cura delle persone e del mondo che rende possibile immaginare un'amministrazione diversa e migliore.
EAN
9788815389138
Data pubblicazione
2024 06 07
Lingua
ita
Pagine
232
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
212
Larghezza (mm)
135
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
278
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Cura e pubblica amministrazione. Come il pensiero femminista può cambiare in meglio le nostre amministrazioni—