Fedra, figlia di Minosse e di Pasifae, aspira - pur essendo ancora in vita il marito Teseo - a un secondo matrimonio, e nello stesso tempo aspira al coniugio con il figliastro Ippolito, praticando un genere di nozze che, per la legislazione romana, rientra pur sempre nel novero delle prohibitae nuptiae. Ella quindi finisce per sfidare le prescrizioni della legge in materia di reato a sfondo sessuale, un reato ugualmente punibile anche se si fosse limitato, come in questo caso, a semplici - si fa per dire - molestie verbali. Da questo velleitario tentativo di seduzione sarebbe derivata l'ancor più ostinata repulsa del genere femminile da parte di Ippolito; a seguire ci sarebbero stati il depistaggio dell'ignaro Teseo da parte di Fedra, la prematura e violenta morte di Ippolito in seguito alle maledizioni scagliategli addosso dal genitore e infine il tardivo pentimento di Fedra, che - al colmo di un'insostenibile vergogna e di un inappagabile desiderium - si toglierà la vita. Saggio introduttivo di Giovanni Cipriani e Grazia Maria Masselli, appendice di Giuseppe Arrivo.
EAN
9788818032727
Data pubblicazione
2018 08 23
Lingua
ita
Pagine
147
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
201
Larghezza (mm)
134
Spessore (mm)
33
Peso (gr)
380
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