Le Storie Filippiche rappresentano uno dei perduti Graal della letteratura di Roma antica: una storia universale scritta in latino. Loro autore fu un uomo di origine gallica, Pompeo Trogo: proprio mentre Tito Livio componeva la sua monumentale Storia di Roma, scelse invece di narrare le vicende dei popoli più lontani, nel tempo e nello spazio. Al centro doveva spiccare la formidabile ascesa e caduta del regno macedone, da qui il titolo. Sfortunatamente, però, le Storie Filippiche sono andate perdute: tutto quello che ci resta è un Florilegio, composto qualche secolo dopo da un certo Giustino. La perdita è quindi parzialmente sanata? No: Giustino, pur limitandosi ad un'operazione apparentemente innocua come la selezione di brani, in realtà modifica nel profondo gli equilibri e le prospettive dell'originale. Il suo Florilegio, quindi, più che raccontarci la storia del mondo, rappresenta il biglietto di accesso a una camera delle meraviglie, in cui da ogni scaffale fa capolino qualcosa di stravagante: regine malvagie, sovrani obesi, bambini prodigio, fughe rocambolesche, passioni ed enigmi. Premessa di Giusto Traina.
EAN
9788818034554
Data pubblicazione
2020 01 16
Lingua
ita
Pagine
695
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
201
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
48
Peso (gr)
550
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Storie filippiche. Epitome da Pompeo Trogo. Testo latino a fronte—