La cucina romana ha una lunga tradizione di echi anche letterari e cinematografici: da Belli a Trilussa, da Alberto Sordi ad Aldo Fabrizi (senza dimenticare la sora Lella). Sempre però con una provenienza popolaresca, ben indicata dalla contrapposizione tra chi mangiava e chi soffriva la fame. Il Belli, in uno dei suoi sonetti (Li polli de li vetturali), ci indica chi scialava nel consumare il cibo: erano i preti, i frati, le donne di malaffare, i cardinali, i monsignori, gli impiegati e i bagarini; mentre tutti gli altri, appunto, pativano la fame. La cucina romana nasce come insieme di diverse tradizioni. Dalla Roma classica alla cucina ebraica, ciociara, abruzzese, fino alla vicina costa tirrenica, in un insieme che la rende una delle più gustose cucine regionali italiane: gli strozzapreti, le fettuccine alla romana con le regaglie, gli spaghetti a cacio e pepe; la coda alla vaccinara e la pagliata di vitello al forno; la porchetta alla sprocedata, la coratella d'abbacchio, la frittata di ranocchie e la frittata rognosa. Una cucina ricca, popolare e fantasiosa, una cucina della memoria che rivive tutti i giorni sulle nostre tavole.
EAN
9788820375362
Data pubblicazione
2016 09 23
Lingua
ita
Pagine
246
Edizione
2
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
220
Spessore (mm)
17
Peso (gr)
718
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