La spiaggia è un laboratorio di limiti e di confini en plein air; è il luogo dove al bambino è permesso spogliarsi dei suoi abiti cittadini (quelle odiose scarpe!); dove per chilometri non incontra ostacoli verticali; dove vive una orizzontalità non solo geografica, ma anche relazionale. Dove mischia il liquido al solido, ritrovando la stessa cultura anfibia che ci ha fondati, e che conserva nella memoria filogenetica un souvenir ancora forte. Il bambino incontra la spiaggia senza il minimo imbarazzo: la tocca, la mangia, la sfiora, la scava, la riempie, ci si veste. Volta le spalle alla terra, guarda il mare, ne è attratto come se quella distesa d’acqua fosse una potente calamita: entra ed esce, beve e vomita, costruisce con la sabbia forme di dialogo che il mare spegne o modifica, solo per ricominciare da capo a raccontare e a raccontarsi, ogni volta con una nuova storia. Ed è proprio in questo dialogo a tu per tu con il mare e con la natura che il bambino inventa la fragilità, l’effimero, la provvisorietà nelle forme dei fenomeni.
EAN
9788820386320
Data pubblicazione
2018 10 12
Lingua
ita
Pagine
208
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
135
Spessore (mm)
16
Peso (gr)
257
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