Questo saggio risponde all'esigenza di interpretare la storia della finanza comunale a Napoli alla luce delle decisioni, assunte dal governo, principalmente allo scopo di tamponare l'emergenza della finanza statuale, decisioni i cui effetti si fecero sentire fino alla fine del regno contribuendo a determinarla. Il doppio ruolo della città, da una parte comune, dal quale lo stato, con la sua funzione fiscale, prelevava ingenti somme indiscriminatamente da tutti i cittadini, dall'altra capitale, nella quale lo stesso stato impiegava la maggior parte delle sue risorse prelevate da tutto il regno, a vantaggio di pochi, privilegiati ceti sociali, determinò una ridistribuzione dei redditi, che risultò nel tempo sempre più incisiva e sempre più dannosa in proporzione alle quote crescenti di ricchezza prodotta dal Paese, che venivano assorbite dai bilanci statali.
EAN
9788820728823
Data pubblicazione
2012 01 01
Lingua
ita
Pagine
272
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
172
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
460
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Napoli comune, Napoli capitale. Le finanze della città e del Regno delle Due Sicilie—