Oggi siamo spettatori di un rapporto errato, e spesso stravolto, con il cibo; e attraverso di esso notiamo una relazione ambigua sia con il proprio corpo, sia con altre dimensioni della propria vita. Le forme in cui si manifesta questa patologia sono diverse: dal cibo come puro oggetto di consumo al cibo come realtà da combattere in quanto minaccia un'idolatria del corpo; al cibo, infine, come mezzo di distruzione del proprio corpo. Tutte queste forme evidenziano una difficoltà a relazionarsi con il proprio corpo e con l'interiorità del proprio essere. Gli antichi monaci mettevano in guardia da un subdolo pericolo, all'apparenza innocuo: quello della gola. L'ingordigia con cui ci si pone in relazione con il cibo è simbolo della pretesa di possedere in sé la vita. Solo un equilibrato discernimento dei propri bisogni (di cui il cibo è metafora) permette di giungere al dominio di sé e alla libertà interiore. La terapia del digiuno aiuta ad aprire la nostra vita ai bisogni più veri e a comprendere che la vera fame è, in fondo, una dimensione dello Spirito: è la fame di Dio.Il ibro fa parte di una serie dedicata agli otto pensieri malvagi, tutti scritti da Adalberto Piovano.
EAN
9788821571909
Data pubblicazione
2011 09 01
Lingua
ita
Pagine
136
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
200
Larghezza (mm)
125
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
167
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