Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Di solito i romanzi ambientati nel futuro tendono a essere distopici, presentando società spaventose nelle quali non vorremmo mai vivere. Mercier, illuminista settecentesco, descrive invece il futuro come un’utopia in cui il progresso sociale e morale conduce a una società “alta”, migliore. La sua Francia del XXV secolo esprime allo stesso tempo una critica acuta e una visione fiduciosa sulle sorti dell’umanità. L’anno 2440 è un romanzo che fa riflettere e discutere, che ritempra la fiducia nel futuro ed esprime un “candore” di pensiero degno di un grande filosofo.
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