Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Enzo sionista, Emilio comunista: un sogno, fondare insieme un kibbutz. Nel 1927 Enzo va in Palestina con l'accordo che il fratello lo seguirà appena terminati gli studi. Ma Emilio infrange l'accordo: diventa comunista, rifiuta il sionismo, e dopo molte incertezze, decide di rimanere in Italia. Uno scontro e un confronto ideologico, politico, umano, senza sconti né compromessi, dove rimangono però l'amore fraterno e il desiderio di parlarsi. Le lettere pubblicate qui raccontano questo confronto in cui nessuna asprezza è risparmiata. Ma sono anche testimonianza di un lungo e silenzioso dolore.
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