Questo libro è l’espressione di tre fasi della biografia intellettuale di Gianni Ascarelli. La prima è una proustiana "Ricerca del tempo perduto" che affonda negli anni della guerra, a ridosso dei quali l’autore è nato in circostanze drammatiche; la seconda è una sorta di "Autobiografia scientifica" «dagli echi stendhaliani», che va dagli anni della formazione fino alla fondazione del primo Studio Transit insieme con Evaristo Nicolao, Maurizio Macciocchi e Danilo Parisio, nel 1972; la terza, infine, secondo Franco Purini, «è il racconto di un’esperienza esistenziale [...], e al contempo un progetto di vita. Una vita che da una parte si basa su una serie di esigenze stratificate, messe alla prova della realtà, espresse in modi particolari a seconda delle stagioni attraversate; dall’altra sul considerare tali conoscenze sempre relative e provvisorie in un processo che fa convivere continuità e discontinuità, certezze e dubbi, permanenze e mutamenti. Si potrebbe obiettare che questa convivenza è contraddittoria, ma occorre ricordare che la modernità, così come il passato, sono sempre stati mondi contraddittori, plurali, a volte temporalmente fuori fase, attraversati da opposizioni interne. Le architetture dello Studio Transit, di cui Gianni Ascarelli è stato il principale ispiratore, sono nel loro insieme una compiuta rappresentazione di tale condizione, che si può riconoscere come il tema disciplinare e umano che le attraversa interamente con esiti che hanno reso Roma contemporanea, là dove queste opere sorgono, altrettanti frammenti del futuro nel presente».
EAN
9788822902146
Data pubblicazione
2018 07 05
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
215
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
249
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