Presentando il trittico dell’Annunciazione, di Simone Martini, Gianfranco Contini ha confessato una volta che avrebbe volentieri estratto di nascosto dalla ricca, lussureggiante composizione di quel dipinto, un pezzo della vistosa stoffa a quadretti che fodera il mantello dell'Angelo. Queste pagine descrivono l’incontro con quel dipinto da parte di Isabella Ducrot, che attraverso l’enigmatico lembo della veste dell’Angelo ha riflettuto su quella che è la prima materia del suo lavoro: il tessuto. Da molti anni Isabella Ducrot dipinge e compone in vario modo stoffe, tessuti, bende orientali di preghiera, cercando ogni volta di mostrare in quei sostegni tessili un “soffio” che li percorre e li vivifica. Componendo liberamente, come in un collage, le immagini, i ricordi e le riflessioni che l’hanno accompagnata nel suo lavoro di pittrice, Isabella Ducrot ha scritto in queste pagine, tra l’altro, una confessione di poetica. Si prenda un tessuto qualsiasi, che sia lino, seta o lana, lo si tenda maggiormente, controluce, e sarà possibile vederne la trama, l’architettura originaria, composta di fili incrociati e di vuoti, che rappresenta il primo oggetto di ispirazione di Isabella Ducrot.
EAN
9788822902436
Data pubblicazione
2018 10 18
Lingua
ita
Pagine
92
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
179
Larghezza (mm)
119
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
120
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