Un libro che lavora molto sul piano visivo
Il racconto di Melville è qui evocato per indicare, ricordare e mettere al centro la "ricerca di frontiera", modalità d'indagine letteralmente posizionata alle estremità delle conoscenze, al confine di ciò che si sa. Compito di ogni ricerca è superare il già noto, il già dato, ma oltre le vie mainstream lavorare al limite implica affrontare questioni controverse, difficili da dirimere con metodologie assodate, chiede quindi "la mossa del cavallo", presuppone sperimentazioni anche nel fare. Ancora, la ricerca di frontiera è tesa a confutare paradigmi dominanti, opera con un elevato grado di incertezza e di fallimento.
Dentro trovi soprattutto arte, design e fotografia.
Può funzionare bene per appassionati di immagine e progetto e creativi, con un tono coinvolgente e visivo e un approccio facile.
Funziona bene per chi vuole assorbire un contenuto anche con gli occhi, non soltanto con una lettura lineare.