Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Queste lettere sulla peste ricostruiscono la fortuna barocca di un inedito genere letterario, all’interno di un’ampia geografia (Roma, Bologna, Venezia, Milano, Piacenza, Genova, con riferimenti a Napoli e alla Sicilia). E raccontano, da una nicchia più personale e sotterranea, nella prigione della solitudine e nei silenzi delle voci, come i rumori e le dicerie sul contagio si allargassero, anche, in cerchi di malinconia: l’ambigua reticenza nei confronti della nominazione del male, l’obbligo della preservazione e la paradossale necessità della parola come cura personale, domestica, di fronte a un male che appariva «ineffabile».
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