Analizzando il "nuovo" capitalismo attraverso la filosofia del lavoro, emerge con chiarezza come l'ideale lavoristico che aveva dominato il mondo occidentale sia ormai in declino: il lavoro vocato, con la sua aura di sacralità, nasce all'interno della tradizione cristiana e viene successivamente assorbito dal pensiero liberale, che ne ha fatto il pilastro ideologico del modo di produzione capitalistico fino al fordismo. Il "nuovo" capitalismo, che sta sorgendo come reazione alla grave crisi in cui il capitalismo stesso è caduto a partire dagli anni '70, ha dato vita a un nuovo paradigma imprenditoriale, il post-fordismo, che si alimenta della traduzione occidentalizzata di quella forma orientale di organizzazione del lavoro detta "toyotismo" ed è incompatibile con il principio del lavoro vocato. Il nuovo capitalismo post-fordista sta sostituendo il lavoro vocato con un nuovo ideale lavoristico che può essere definito lavoro flessibile e che si sta già manifestando come un potentissimo strumento di asservimento dell'uomo alle necessità del capitale. Il lavoratore precario infatti è dipendente dal proprio lavoro ancora più che dal proprio padrone.
EAN
9788823011793
Data pubblicazione
2007 01 26
Lingua
ita
Pagine
176
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
165
Larghezza (mm)
120
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Il lavoro corroso. Modernità, secolarizzazione, globalizzazione—