È più comodo avere un piano perfetto, un discorso ben scritto, una strategia ben studiata. Così come si pensa di riuscire a lavorare meglio eliminando ogni tipo di distrazione, pianificando tutto nel dettaglio, tenendo in ordine la scrivania, assicurandosi che tutti nel team vadano d’accordo. Ma non è così. O almeno non sempre è così. Se a volte il nostro bisogno di creare un mondo lineare, sistematizzato, strutturato, pianificato e prevedibile, è indubbiamente d’aiuto, spesso siamo così sedotti dalle lusinghe dell’ordine da non riuscire ad apprezzare le virtù del disordine – di ciò che è trasandato, non quantificabile, improvvisato, imperfetto, incoerente, caotico, casuale, ambiguo, vago, difficile, diverso. I discorsi scritti non colgono correttamente l’energia dell’audience, il comandante puntiglioso si ritrova disorientato di fronte a un nemico più impetuoso, l’outsider è una seccatura per la squadra ma porta con sé una visione diversa, nuova. Lo dimostrano le tante storie interessanti e i tanti personaggi famosi – Keith Jarrett, Steve Jobs, Martin Luther King, Erwin Rommel, Jeff Bezos, Donald Trump – di cui Tim Harford racconta nelle pagine di questo intrigante libro.
EAN
9788823836464
Data pubblicazione
2018 09 27
Lingua
ita
Pagine
254
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
230
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
400
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Che casino! Il potere del disordine per tirar fuori il meglio di noi stessi—