L'art. 3 della Costituzione dichiara che "tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso": sarebbe bastato applicare questo inequivocabile principio per ammettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Invece questo principio-santuario, che impedisce ogni discriminazione basata sull'orientamento sessuale, è stato umiliato dal legislatore e dalla giurisprudenza per oltre 60 anni, da quel lontano 27 dicembre 1947 in cui fu promulgata la nostra Carta costituzionale. Soltanto grazie alla normativa sovranazionale e ai provvedimenti dei giudici europei ha trovato, finalmente, attuazione. Un'attuazione, però, realizzata soltanto a metà, perché la Cassazione, con la sentenza n. 4184/2012, pur riconoscendo che la diversità di sesso non è più un presupposto necessario per contrarre matrimonio (la giurisprudenza riteneva addirittura che fosse un presupposto per l'esistenza stessa dell'atto matrimoniale), persevera diabolicamente nell'impedire la trascrizione del matrimonio omosessuale perché non è un istituto espressamente disciplinato dal legislatore, omettendo di considerare che non c'è alcun bisogno di una legge ordinaria che dica ciò che già affermano chiaramente la Costituzione e le norme sovranazionali. Attendiamo fiduciosi il nostro Amleto, legislatore o giudice che sia, "to take arms against a sea of troubles and, by opposing, end them".
EAN
9788824433563
Data pubblicazione
2012 04 01
Lingua
ita
Pagine
176
Tipologia
Libro in brossura
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