Euclide, uno dei più grandi matematici dell’antichità, creò i quattro postulati della geometria conformi alla riga e al compasso, gli strumenti che mostrano la platonica «bellezza delle forme... che derivano dalla retta e dal cerchio», e al paradigma aristotelico di disciplina scientifica fondata su premesse «vere, prime, immediate, più note della conclusione, anteriori a essa e causa di essa». Lo stesso Aristotele, evidenziando la difficoltà di «dimostrare le rette parallele», aveva gettato le basi del più grande enigma scientifico della storia, il problema delle parallele: appurato che i quattro postulati non ne fornivano la soluzione, Euclide inventò un contorto e dissonante quinto postulato il quale sconfessava in toto i canoni estetici di Platone e logici di Aristotele. Con la sua sciagurata trasgressione Euclide lanciò una sfida matematica durata più di due millenni: il quinto postulato è un vero postulato o, piuttosto, un teorema? I sovrumani sforzi dimostrativi si rivelarono del tutto inefficaci e sortirono, all’opposto, l’effetto sconvolgente di frantumare l’unitarietà della geometria portando alla luce sepolti mondi non euclidei.
EAN
9788824912631
Data pubblicazione
2018 02 16
Lingua
ita
Pagine
152
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
168
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Il peccato di Euclide. Alla ricerca della geometria preassoluta—