Il tema antropologico è centrale per la speculazione filosofica contemporanea. È vero che in qualche caso si è cercato di mettere in crisi l'indagine stessa sul soggetto umano, ma proprio le recenti ricerche sulla manipolazione genetica, sui trapianti, perfino quelli - per ora solo annunciati con grande rumore - riguardanti la testa, fanno sì che non si possa evitare ormai di chiedersi chi siamo noi, esseri umani. Ma è proprio vero che se l'attenzione si focalizza sull'umano, possiamo o dobbiamo fare a meno di un riferimento al divino? È vero che se indaghiamo su ciò che è trascendente, perdiamo ciò che è immanente, la vita così come la viviamo? Il libro di Clementina Carbone tende a dimostrare il contrario e per farlo utilizza due pensatrici appartenenti alla scuola fenomenologica del Novecento che indicano come si possano tenere insieme i due momenti dell'umano e del trascendente senza impoverire il primo, anzi dando ad esso la qualifica di "persona". Prefazione di Angela Ales Bello.
EAN
9788825517668
Data pubblicazione
2018 08 07
Lingua
ita
Pagine
248
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Peso (gr)
309
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Antropologia duale, comunità e mistica in Edith Stein e Gerda Walther—