La montagna nella letteratura italiana. Da Petrarca a Cognetti

Autore/i: Luca Alessandri

Editore: Aracne

Collana: Segni (1)

Classicamente associata alla presenza del soprannaturale e del divino, nella letteratura italiana la montagna è entrata come veicolo di ascensione spirituale. Dal viaggio ultraterreno di Dante e dalla petrarchesca ascensione al Mont Ventoux fino alla produzione poetica di Tasso, il più concreto immaginario alpestre è quello di confine geografico, barriera settentrionale opposta alla "tedesca rabbia". Con l'avvento della curiosità barocca e soprattutto dell'inquietudine preromantica, gli intellettuali d'Italia rivolsero lo sguardo alla catena alpina subendone il fascino e traducendone in poesia il "piacevole orrore". Nel Novecento la montagna è narrata e descritta da varie angolature: meta turistica, luogo di fuga dall'opprimente civiltà urbana, terra di cimento e di valore negli anni della guerra, dimensione intima e totalizzante in alcuni scrittori, fino ai correnti indirizzi che cercano in essa gli echi di quella natura selvaggia avvertita come sempre più in pericolo.

EAN

9788825519969

Data pubblicazione

2018 11 20

Lingua

ita

Pagine

288

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

210

Larghezza (mm)

140

Peso (gr)

379

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