Alle origini della poesia di Leopardi nel suo laboratorio di greco e latino

Autore/i: Vittorio Capuzza

Editore: Aracne

Collana: Oggetti e soggetti (65)

La parola poetica racchiude qualcosa di misterioso e presuppone un'opera di perfezionamento in laboratorio. Comporre significa creare e gioire: «Felicità da me provata nel tempo del comporre, il miglior tempo ch'io abbia passato in mia vita, e nel quale mi contenterei di durare finch'io vivo. Passar le giornate senza accorgermene, parermi le ore cortissime, e maravigliarmi sovente io medesimo di tanta facilità di passarle», così annotava Leopardi nello Zibaldone il 30 novembre 1828. L'indeterminato, la vaghezza e la durata sono effetti "poeticissimi" che Leopardi scopre traducendo i classici latini e greci fino a diventare, lui stesso, "greco tra i greci".

EAN

9788825522198

Data pubblicazione

2019 03 29

Lingua

ita

Pagine

124

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

210

Larghezza (mm)

140

Peso (gr)

163

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