Giovanni Falcone ha contrastato la mafia per tutta la sua vita. All'inizio degli anni '90 egli dirige a Roma gli Affari penali al Ministero della Giustizia. Ora ha la possibilità di indagare sugli aspetti più oscuri della storia repubblicana: la strategia della tensione, il rapporto tra CIA e KGB, l'influenza degli apparati deviati sullo Stato. Crollata l'URSS i sistemi di intelligence del mondo, guidati (come avvertiva il presidente Eisenhower) dalle industrie della difesa, studiano le implicazioni geostrategiche di una pace globale: serve un "nuovo nemico" per il genere umano, allo scopo di giustificare il proprio ruolo e la spesa bellica. Falcone avrebbe interferito con la nascente era del terrorismo internazionale. Egli avrebbe costruito un rapporto per denunciare tale influenza in difesa delle democrazie e dello Stato di diritto. L'autore ha elaborato una ipotesi di questo rapporto nella forma di un saggio di storia contemporanea.
EAN
9788825525571
Data pubblicazione
2019 06 17
Lingua
ita
Pagine
308
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
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Rapporto Eisenhower-Falcone sull'intelligence globale. Trattato sui servizi segreti mondiali e fondamentali di dietrologia scientifica—