Negli ultimi anni le scienze sociali hanno mostrato un crescente interesse riguardo al fenomeno della produzione di dati. L'espansione del fenomeno conferma la necessità di un approccio critico all'uso dei Big Data, portando l'attenzione sui rischi che si possono incorrere rilasciando dati personali. Il volume offre una riflessione sul valore che viene attribuito ai dati che quotidianamente lasciamo in Rete, presentando una ricerca volta a indagare la percezione di tale valore da parte di giovani studenti universitari italiani, rumeni e spagnoli. Si propone di dare conto del valore (in euro) che gli studenti universitari riferiscono ai propri dati, in relazione alle loro preferenze politiche, religiose, sessuali, sportive, alimentari, della moda, del tempo libero e automobilistiche. L'elemento che emerge con maggiore evidenza mostra come più di metà del campione ritenga (almeno in una delle preferenze) che i propri dati non abbiano valore. Inoltre, più del 50% del campione attribuisce valore zero ai servizi ricevuti in cambio delle proprie preferenze lasciate in Rete. In base al possesso di strumenti digitali e alle attività svolte si sono quindi elaborati quattro tipi di studenti: quiet, effective, collector, smart.
EAN
9788825528251
Data pubblicazione
2019 10 16
Lingua
ita
Pagine
100
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Peso (gr)
200
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Big data e tracce digitali. Una ricerca internazionale tra studenti universitari—