Il libro nasce dall'esperienza, come volontaria, presso il carcere romano di Rebibbia. Con il cappellano, Don Antonello, Luca e Maria Grazia, abbiamo animato la messa domenicale rendendola luogo di ascolto del detenuto e di accompagnamento delle tante storie sulla scorta della lettura del vangelo. Ne è nata una sorta di messa con omelia dialogata in cui i detenuti hanno potuto raccontare se stessi, le loro paure, sofferenze, gioie e speranze. Il tutto alla luce dell'insegnamento evangelico come strada di guarigione delle ferite e ricostruzione di un cammino di vita. Ho pensato quindi di riunire il materiale e farne uno strumento per mostrare una realtà di periferia esistenziale poco nota se non nelle sue accezioni più negative. Un modo per far risaltare il percorso umano e di fede del detenuto e per soffermarsi a riflettere, in chiave spirituale, su come anche noi, cosiddetti liberi, in realtà viviamo prigioni molto più sottili e invisibili che generano una notevole sofferenza. Un libro scritto, inoltre, per cercare di abbattere giudizi e pregiudizi sul mondo carcerario, ricco invece di umanità, volontà di recupero e rilancio della propria vita alla luce di un Dio che non giudica ma accoglie, non scarta ma ripara.
EAN
9788825533590
Data pubblicazione
2020 06 26
Lingua
ita
Pagine
180
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Peso (gr)
300
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