Se l’avanzata della scienza appare irresistibile e ogni giorno vengono abbattute quelle barriere che un tempo segnavano il confine tra il possibile e l’impossibile, di pari passo sembra espandersi a livello di massa un oscuro bisogno di mistero, un significativo interrogarsi sulle origini e lo scopo della vita e sulle manifestazioni che ne determinano il valore e la qualità. Questo saggio sulla filosofia antropologica del linguaggio universale si pone come esplorazione dell’ambiguità del nostro tempo: da una parte la scienza con le sue analisi e i suoi punti d’arrivo, dall’altra il mito, l’utopia, il mistero, che non consentono altre vie d’interpretazione se non quelle dell’ipotesi, dell’immaginazione, dell’avventura. Se la scienza ci spiega, almeno in parte, il funzionamento del sistema comunicativo, non ci spiega però l’origine del linguaggio e la nascita dei simboli. Di qui la necessità di risalire, anche per altre vie, al momento in cui l’uomo per la prima volta riuscì a dare una veste fonetica ad un suo bisogno o una sua azione. Come ricostruire la genesi di questo linguaggio che qui è chiamato “tecnemico”? Con questo libro l’autore propone un vero e proprio tuffo nello sconfinato e affascinante oceano degli archetipi fondamentali del pensiero creativo.
EAN
9788827800577
Data pubblicazione
2017 12 21
Lingua
ita
Pagine
480
Tipologia
Libro
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