La poesia epica fu l'origine di un certo interesse verso la letteratura. Nella nebbia della val Padana, le immagini di quelle antiche avventure, illuminavano le tediose ore delle mattine scolastiche. Meglio comunque aspettare il pomeriggio, dove, nel campo dell'oratorio, si giocava quasi fino al tramonto; ma probabilmente un seme era stato piantato e andava determinando, alcune attitudini di massima, più verso le lettere che i numeri. D'estate, in quel periodo, era in voga la musica leggera: melodica, evocativa, ispiratrice di dolci sentimenti. Così, quando scoprii i il mondo della scrittura creativa, le parole si univano tra loro, come divenendo un qualcosa di ancestrale e istintivo. Prosa, narrativa e poesia era un tutto unico: un vasto mare di parole, di frasi, di versi e di strofe. Ora non ricordo se incontrai prima il Cantico delle creature o la Divina commedia, ma sta di fatto che quella Antologia dei poeti italiani del novecento, donatami, mi aperse una porta verso l'utilizzo più sereno del verso libero. I contesti si arricchirono degli aspetti storici, poi di quelli morali, fino alla questione essenziale intorno al valore in sé, non della poesia vera, quanto del mio lavoro di poeta o presunto tale. (L'autore)
EAN
9788827801567
Data pubblicazione
2018 04 06
Lingua
ita
Pagine
90
Tipologia
Libro
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